Edoardo Maggiori
Taccuino · Imprenditoria e crescita

Le nuove imprese nascono già società di capitali

Nel terzo trimestre le imprese italiane sono cresciute di oltre 18mila unità, e quasi otto su dieci sono società di capitali. Si parte con una struttura che può accogliere qualcun altro. Poi bisogna usarla.

3 min di letturadi Edoardo Maggiori

Tra luglio e settembre il saldo tra imprese nate e imprese chiuse in Italia è stato di +18.403, il più alto per questo trimestre dal 2021 (un anno fa era +16.920). Sono i dati Movimprese di Unioncamere e InfoCamere, diffusi il 22 ottobre. Le iscrizioni sono state 62.788, il 2,5% in più; le cessazioni 44.385, stabili.

Il numero che conta però è un altro. Delle 18.403 imprese in più, 14.529 sono società di capitali: il 79% della crescita. Le ditte individuali sono aumentate di 5.030. Le società di persone sono diminuite di 1.342. In tre mesi le società di capitali sono cresciute dello 0,73%, quattro volte le ditte individuali (+0,18%).

Si parte già con una struttura

Per decenni il modo normale di cominciare in Italia è stato la ditta individuale, o una società di persone con un socio o un familiare. Si apriva così e, se le cose andavano bene, si passava alla srl qualche anno dopo. Oggi sempre più imprese saltano il primo gradino.

Le ragioni pratiche sono note: la srl separa il patrimonio della persona da quello dell'azienda, aprirla costa meno di un tempo e, con utili alti, può convenire anche sul piano fiscale. C'è però una ragione meno discussa, che riguarda la crescita. Una società di capitali è un contenitore in cui si può far entrare qualcuno: un socio operativo, un investitore, un manager a cui dare una quota. Una ditta individuale coincide con il suo titolare, e non si divide.

La società di persone sta in mezzo, e infatti è l'unica forma che arretra. Ha i vincoli di una società e la responsabilità personale di una ditta. Per chi parte oggi è spesso il compromesso peggiore.

La forma non basta

Scegliere la srl non rende un'impresa pronta a crescere. Molte srl sono ditte individuali con un atto costitutivo: un solo socio, nessuna delega, tutte le decisioni nella stessa testa. La forma giuridica apre una possibilità. Poi bisogna usarla.

Le domande utili per chi sta aprendo, o ha aperto da poco, sono semplici. Chi potrebbe entrare nel capitale fra tre anni, e a quali condizioni? Lo statuto dice come si cede una quota, come si esce, cosa succede se i soci non sono d'accordo? I conti sono tenuti in modo che una persona esterna possa capirli in un pomeriggio?

Il dato di Unioncamere racconta un cambio di mentalità: si comincia pensando che l'impresa possa diventare più grande di chi l'ha fondata. È un buon inizio. Il resto è lavoro sulla squadra, sulle regole tra soci e sui numeri, e di solito conviene cominciarlo prima di quanto si pensi.

Dati Movimprese, terzo trimestre 2026; le cessazioni sono al netto di quelle d'ufficio.

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese terzo trimestre 2026 (22 ottobre 2026)

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