Il fotovoltaico corre del 27%, eppure la quota rinnovabile scende
A settembre la domanda elettrica italiana è salita del 6,5%, il dato più alto dal 2014. Il solare cresce a doppia cifra, ma copre ore che non sono quelle in cui la domanda aumenta di più.
I dati di Terna su settembre contengono due notizie che sembrano contraddirsi. La prima: la domanda elettrica italiana è stata di 27,8 TWh, il 6,5% in più di un anno fa, il valore di settembre più alto dal 2014. Anche togliendo l'effetto del caldo (circa due gradi in più) la crescita resta al 4,6%. Nei primi nove mesi la domanda è salita del 5,2%, circa 12 TWh in più.
La seconda: la produzione fotovoltaica è cresciuta del 27,1% e da inizio anno sono entrati in esercizio circa 5,3 GW di nuova potenza rinnovabile, oltre il 90% solare. Eppure le rinnovabili a settembre hanno coperto il 39,4% della domanda, contro circa il 41,7% di un anno prima.
Il conto torna se si guarda l'idroelettrico, sceso del 29,2%, e soprattutto il fatto che la domanda corre più veloce della produzione verde. Il resto lo hanno fatto le centrali termoelettriche e le importazioni, salite del 7,7%.
Il problema non è quanta energia, è quando
Il solare produce in una fascia precisa della giornata. Ogni nuovo gigawatt si aggiunge alle stesse ore centrali, dove l'offerta è già abbondante. La domanda invece cresce anche la sera, con i condizionatori, le pompe di calore, i servizi, i data center che lavorano a ciclo continuo. In quelle ore il prezzo lo fa ancora il gas.
È per questo che in Italia si parla tanto di accumuli: a fine settembre la capacità installata di batterie era di 20 GWh. Sono il pezzo che sposta l'energia del mezzogiorno verso le ore che ne hanno bisogno.
Cosa vuol dire per un'impresa
Per anni il ragionamento sull'energia in azienda è stato annuale: quanti kWh consumo, quanto pago in media. Con un sistema che si riempie di solare, il dato che conta diventa il profilo orario. Due aziende con lo stesso consumo annuo possono avere costi molto diversi a seconda di quando lavorano le macchine.
Chi installa un impianto sul tetto dovrebbe partire da qui: quanta della produzione riesco a usare mentre la produco, e cosa succede alle mie ore serali. A volte la scelta giusta è spostare un turno o un processo energivoro nelle ore centrali, prima ancora di aggiungere pannelli. A volte è dimensionare un accumulo. Raramente è solo comprare più potenza.
Vale anche per chi compra energia senza produrla. Un contratto a prezzo orario, letto insieme ai propri consumi ora per ora, dice dove si spende troppo molto meglio della media mensile in bolletta.
Un sistema elettrico che torna a crescere premia chi sa leggere le proprie ore, non solo i propri kWh.
Dati Terna sul mese di settembre 2026, diffusi il 21 ottobre; i dati mensili sono provvisori e soggetti a consolidamento.